Gianluca Mazzotti

Come collegare un regolatore ad una dinamo

Nelle auto d’ epoca per caricare la batteria  si faceva uso di regolatori di tensione esterni, di tipo elettromeccanici composti da uno o piu relè .

Questi regolatori di tensione avevano il compito di limitare la  corrente di carica della batteria  attraverso , il  filo  di eccitazione presente nella dinamo   quando la batteria  superava certi limiti di tensione ( cioè era gia carica) , all’ interno del regolatore interveniva un relè  che variava la corrente   su filo di eccitazione della dinamo (circuito di carica  )  ,   limitando cosi la corrente di carica 

sono stati costruiti in varie forme  con coperchio in lamiera di alluminio e con spigoli arrotondati , oppure con coperchio in bachelite con forma rettangolare   

Nell’ immagine sopra un regolatore di tensione prodotto dalla Magneti Marelli

Nella immagine sopra un regolatore di tensione  che veniva costruito dalla azienda milanese  CESEA ,  con lo stesso contenitore , la BOSH produceva  un regolatore similare come da foto sotto 

VERSIONI E CARATTERISTICHE

Tutti i regolatori   per dinamo  venivano prodotti con valori diversi di tensione e di corrente , a seconda del tipo di batteria e della sua potenza. venivano prodotti quindi  regolatori per:

  • batterie a 6 volt ( come ad esempio per Lancia Augusta , Lancia Ardea , Maggiolone , Mercedes 170 ecc
  • batterie a 12 volt ( per la maggior parte delle autovetture come Fiat o AlfaRomeo)
  • batterie a 24 volt ( per autocarri che normalmente utilizzavano 2 batterie in serie da 12volt )

un altra caratteristica era la corrente Massima del regolatore , questo significa che si utilizzavano regolatori per corrente piu elevate per grosse batterie e regolatori con correnti piu basse per batterie piu  piccole

Se la  scelta della tensione del regolatore è un requisito fondamentale perche  se per esempio per una batteria a 6 VOLT ci vuole obbligatoriamente un regolatore a 6 volt . si puo utilizzare tranquillamente regolatori con correnti diverse  :  avere un regolatore con una corrente piu alta  rispetto ad una piu bassa  significa che la batteria si carica prima 

ogni costruttore utilizzava propri codici per identificare i regolatori di tensione . Nella foto sotto  un regolatore a 6 VOLT 

SCHEMA DI COLLEGAMENTO

nell’  disegno sotto uno schema di collegamento  di un regolatore  di tipo Bosh / Cesea l’ elenco dei morsetti è il seguente 

  •  D+   Va collegato al morsetto principale della DINAMO , cioè il morsetto piu grande della dinamo 
  •  D –  Va collegato al morsetto di massa della dinamo che corrisponde alla carcassa della dinamo .
  •  DF  va collegato al filo  piu  piccolo della dinamo chiamato anche filo di eccitazione
  •  B+ va collegato al polo positivi della batteria e quindi collegato a tutto l’ impianto della macchina 
  •  61 va collegato alla luce spia  di chiave attaccata ,  questa spia si accende ogni volta che si gira la chiave di accensione a motore spento
  • 15  l’altro filo della lampadina va collegato al polo della chiave di accensione 

PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO


Prima di passare alla descrizione del circuito elettrico è utile esaminare  in modo sommario
 il funzionamento di una dinamo e del relativo regolatore elettromeccanico.
Una dinamo è una macchina elettrica che trasforma energia di tipo meccanico in energia elettrica sotto forma di corrente continua. E’ costituita essenzialmente da due elementi un indotto rotante  e un induttore fisso . L’indotto è realizzato da un cilindro di materiale magnetico sulla cui periferia sono disposti avvolgimenti di filo di rame. Il sistema induttore (o di eccitazione) è disposto attorno all’indotto e fornisce a mezzo di adatte espansioni polari il campo magnetico necessario al funzionamento. 

 La dinamo è una macchina a funzionamento reversibile vale a dire entra in rotazione se gli forniamo corrente continua.
Il campo magnetico entro cui ruota l’indotto è fornito dalla corrente che scorre nelle bobine che realizzano il sistema induttore  e poiché la forza elettromagnetica prodotta dipende  anche da tale campo magnetico si evince che regolando la corrente nell’ ingresso DF si controlla la tensione di uscita. Questo è il principio sul quale si basa il funzionamento dei regolatori.

Con riferimento allo schema di principio sopra, la  dinamo + regolatore in assenza di rotazione:

il terminale DF è collegato a in posizione di riposo a D+   tramite i contatti controllati dalla bobina R1 che non ricevendo corrente.  è in uno stato di riposo. Anche la bobina R2 mantenendo aperti i contatti di uscita separa il terminale D+ dal terminale B+  collegato al quadro comandi e quindi alla batteria. 

Il terminale 61 è collegato ad un estremo della lampada spia che ha l’altro lato connesso al polo + della batteria. La lampada è accesa perché la corrente che esce dalla batteria attraversa la lampada e si richiude attraverso D+ e l’indotto verso massa (il valore di tale corrente non è tale da mettere in rotazione la dinamo).

 All’inizio della rotazione poiché il circuito di eccitazione ECC è alimentato dallo stesso indotto viene percorso da una  corrente e si  produce una  tensione in uscita   Ed è questo che innesca il fenomeno rigenerativo di generazione della tensione. La poca corrente generata dalla debole tensione generata nell’indotto  passando all’ avvolgimento  ECC  rinforza il campo magnetico induttore che a sua volta aumenta la tensione e a cascata la corrente in ECC  e così via. 

Se il fenomeno non fosse controllato la tensione in uscita salirebbe rapidamente al suo valore massimo danneggiando tutti i dispositivi a valle. Invece quando la tensione raggiunge un valore di soglia determinato dalle caratteristiche elettromeccaniche della bobina R1 (il valore di soglia può essere modificato agendo su opportune viti di regolazione che alterano la forza di attrazione dell’armatura associata ai contatti mobili) il terminale DF viene in un primo momento scollegato e quindi la corrente passa attraverso la resistenza RES  e succesivamente  cortocircuitato su massa e la corrente in ECC  inizia a diminuire riducendo la tensione di uscita e di conseguenza la corrente che mantiene attivata la bobina R1. Allorché la tensione diminuisce al di sotto di un secondo valore di soglia la bobina R1 si apre e il ciclo si ripete. Alla tensione di uscita si sovrappone a causa del meccanismo descritto un’ondulazione di forma pseudo triangolare comunque di ampiezza limitata che si riduce drasticamente in condizioni di funzionamento con la batteria collegata. La bobina R2 (di minima) stabilisce a quale valore di tensione di uscita debba corrispondere il collegamento del polo + della dinamo all’impianto elettrico (anche in questo caso il valore può essere modificato agendo sulle opportune viti di regolazione). E’ evidente come la commutazione continua di R1 produca nel tempo l’usura dei contatti che commutano la corrente nell’induttore B causandone a volte dopo tanti anni la rottura. Naturalmente i normali regolatori sono più complessi e incorporano tra l’altro anche la funzione di controllo di sovraccarico della corrente di uscita.

quando sei alla ricerca di un motorino di avviamento , con la speranza di ruuscire ad aiutarti  è neccesario  che ci invii una foto del buco dove va inserito   e  anche due quote molto importanti

a) QUOTA   1= quota del foro dove va infilato il motorino di avviamento 

b) QUOTA   2= quota interna tra le due colonnine   che  servono per fissare il motorino

c) QUOTA  3 = diametro  delle colonnine  .

Aggiungendo il diametro di una  colonnina alla quota interna tra le due colonnine  si calcola l’ interasse

   

Normalmente i motorini  di avviamento dell’ epoca erano tutti a 9 denti , con l’ eccezione , di qualche modello che era a 10 , per assicurarti la compatibilita  devi controllare eventualmente  la distanza tra un dente ed un altro  

Quello che abbiamo indicato con quota 3 è la distanza tra tra due denti che deve corrispondere a quella del motorino

PONTE Alfa 2000

Nella foto un ponte differenziale dell’ alfa 2000 , la coppia conica all’ interno ha  un diametro maggiore rispetto a quella del 1300-1600-1750 , la caratteristica evidente di questo ponte differenziale, visibile dall’ esterno  è nella scatola in alluminio, come evidenziato nei quadrati rossi , nel primo risulta , una forma triangolare, nella fusione , mentre nel quadrato sotto  il particolare è quello della forma trapezioidale  

Nella foto sotto il particolare del ponte dell’ alfa 2000

PONTE ALFA 1300 - 1600 - 1750

Questo modello ha la scatola in alluminio differente da quella sopra nei particolari sopra descritti , Di questa disponiamo varie coppie coniche e scatole planetari . 

disponiamo di varie scatole differenziali con cuscinetti e senza

Esistono vari tipi di coppie coniche per fiat 131 vettura (non Abarth) ,  queste  sono state  utilizzate  da diversi costruttori di macchine agricole ed edili  le misure piu diffuse e comuni sono le seguenti :  ,  

  1. coppia conica    9 x40  con fori per viti da 12 mm  con corona spessore alta – diametro interno 94-mm
  2. coppia conica 10 x39  con fori per viti da 10 mm con corona spessore basso – diametro interno 96mm
  3. coppia conica 10 x41  con fori per viti da 10 mm  con corona spessore basso – diametro interno 96 mm
  4. coppia conica  10 x41  con fori per viti da 10 mm  con corona spessore alta  – diametro interno 96mm
  5. coppia conica  10 x41  con fori per viti da 12 mm  con corona spessore alta  – diametro interno – 94  mm

tutte le coppie coniche per la fiat 131 hanno sempre 8 fori per il fissaggio sulla scatola planetari, si differenziano da  quelle della fiat 132  che  hanno sempre 10 fori.  A seconda dei modelli esistono alcune che hanno  i fori per le viti  da 10 mm  e altre che hanno i fori per le viti da 12 mm ,

Le  differenza principali  tra i due modelli  è che :

  •  le coppie coniche con le viti da 12 mm  hanno il diametro interno della corona più piccolo rispetto alle coppie coniche  con le viti da 10 mm e il pignone   sulla parte centrale ha una specie di scalino
  •  le coppie coniche con le viti da 10 mm  hanno il diametro interno della corona più grande  rispetto alle coppie coniche  con le viti da 12 mm e il pignone   sulla parte centrale ha un forma di cono comeindicato nella foto sotto: 

ci sono vari spessori alte e basse questo è il punto dove vengono prese le misure dello spessore: questo spessore può essere di circa 29 mm oppure 24 mm

Le coppie coniche  vengono fornite chiuse in sacchetti di colore blu ,  sono lavorate a coppia in modo che un pignone si associa sempre alla sua corona  nella testa del pignone c’è un numero scritto con il pennarello bianco e lo stesso numero è riportato anche sulla corona 

nell’ esempio sotto  una coppia conica con pignone da 10 denti pignone  x 39 denti corona   che riporta il numero  di lavorazione 38  

nell’ esempio sotto una coppia conica 10 x 41 che riporta il numero di lavorazione 20 

Lonella foto sotto una pignone con riportato la data di produzione , nell’ esempio sotto la coppia conica 41 x 10 è stata prodotta nel dicembre 2021.  questa sigla  è riportata anche sulla corona 

Sotto ci sono  le varie misure :   

.

1- COPPIA CONICA 9 x 40 CON CORONA VITI DA 12 SPESSORE ALTO

2- COPPIA CONICA 10 x 39 CON CORONA VITI DA 10 mm SPESSORE BASSO

3- COPPIA CONICA 10 x41 CON CORONA VITI DA 10 SPESSORE BASSO

Nella versione con lo spessore basso la coppia conica è simile a quella sopra  con l’ unica differenza nello spessore 

in questo video ti spiego alcune caratteristiche e la differenza tra due coppie conica 10x41 e 10 x 39

4- COPPIA CONICA 10 x 41 CON CORONA VITI DA 10 SPESSORE ALTO

5- COPPIA CONICA 10 x 41 CON CORONA VITI DA 12

se sei interessato all’ acquisto contattaci all’ email info@hobbyoldcars.com

Se sei alla ricerca di una coppia conica  devi mandarci alcuni dati importanti per identificarla,  devi prendere alcune misure con un calibro   

 le misure neccessarie  sono  indicate nei vari passi  con le lettere dell’ alfabeto  in colore rosso  nella tabella sotto   ( tabella vuota) ; è neccesario prestare attenzione alle misure con lo sfondo verde che sono le più importanti

 

scarica la tabella vuota in pdf salvala  nel tuo computer 

compilala  con i tuoi dati ed inviacela

 clicca qui

vi mostreremo nei vari passi come  prendere le misure tenendo conto che tutte le misure evidenziate in verde nella tabella sono le piu importanti

Passo   A

per favore conta quanti denti ha la corona  e il pignone 

 .

PASSO  B

 

Quanti buchi per le viti ci sono ? Ci sono 8 fori nell’ esempio 

 

.STEP  C

sono dei fori cechi o passanti  ?

STEP  D

diametro delle viti.

STEP E

 

qual’e la misura della chiave  per svitare le viti

PASSO   F

DIAMETRO INTERNO , quanto misura la coppia conica internamente di diametro  ?

passo   G

DIAMETRO ESTERNO

passo   H

INTERASSE FORI  – DISTANZA  TRA  IL CENTRO DI DUE  FORI 

passo   I

 

SPESSORE DELLA CORONA

Passo   L

NUMERO DEI DENTI O CAVE DELLA FLANGIA DEL PIGNONe, 

nota questa misura è importatnte quando i denti sono pochi cioe devi specificare se sono 6 denti , oppure 8  oppure 10 ,, nel caso che siano molti è sufficente indiacre questa misura come mille righe

Passo  M

Lunghezza del pinione  con filetto

Passo  N  

lunghezza del pinione senza filetto 

Passo  P

diametro del filetto 

passo   Q 

diametro cuscinetto piccolo

passo   R

diametro cuscinetto grande 

nota  per alcuni modelli  i due diametri potrebbero essere uguali

Questa scatola differenziale con planetari, era montata nelle Alfa Romeo Giulia (Tipo 105) è dal 1962 al 1977. Nata come erede della GIULIETTA , è stata proposta in numerose varianti di carrozzeria, nelle tipologie BERLINA , COUPè, CABRIOLET e SPIDER  .

i semiassi utilizzati hanno 25 denti e un diametro di 27 mm

 

la scatola sterzo della FIAT 1100 A e B  che veniva montata era di due tipi  a 4 fori e a 3 fori . la distanza dei fori è la stessa quindi

  • Nelle automobili Dove veniva montata la scatola da 3 fori si può montare anche quella da 4
  • Nelle automobili Dove veniva montata la scatola da 4  fori si può montare anche quella da 3 utilizzando tutte le tre viti